Questo articolo vuole essere un promemoria per ricordare ai lettori che stiamo per entrare nel periodo dell’anno in cui, con estrema facilità, viene annunciato con largo anticipo l’arrivo di ondate di gelo e di neve in Italia ignorando il principio fondamentale su cui si basa una previsione a lungo termine: la perdita di affidabilità. Siamo ormai a novembre ed è normale che la modellistica numerica, tra i tanti scenari futuri che va a calcolare a distanze temporali che arrivano anche a due settimane, proponga talvolta configurazioni bariche tali che permettono all’aria fredda di scivolare anche verso il Mediterraneo e di scavare magari qui un centro di bassa pressione, capace di portare un peggioramento del tempo dalle caratteristiche prettamente invernali. Si tratta di scenari pronti all’uso per confezionare notizie dal click facile che sarebbero certamente interessanti da illustrare al grande pubblico, se non fosse che nella maggioranza dei casi questi disegni rimangono poi sulla carta perché, nel continuo ricalcolo dello stato futuro dell’atmosfera da parte della modellistica numerica, essi si modificano fino a convergere verso quello scenario più probabile che in molti casi si allontana, a conti fatti, da quello “gelido e nevoso”.
Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera
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