Il numero di coordinate da utilizzare per tale sistema di riferimento dipende dalle quantità che si vogliono (o si devono) riprodurre.Così, se desideriamo descrivere, ad esempio, la posizione e il moto di oggetti nello spazio, avremo bisogno delle tre coordinate spaziali.
Molto usate sono anche le coordinate polari, dove il moto sul piano orizzontale viene espresso in termini di direzione (individuato mediante un angolo α rispetto ad un asse di riferimento) e di velocità (individuata dalla lunghezza M del vettore grafico rappresentativo). Queste coordinate sono costruite su un cerchio la cui rotazione oraria è misurata da 0° a 360° con lo 0° rivolto verso Nord. Tale convenzione è diversa da quella solitamente usata in matematica, la quale prevede una rotazione antioraria a partire dalla direzione dell'asse x (figura 2). Inoltre l'angolo è quello che individua da dove il vento proviene, non la destinazione. Per passare dalle coordinate (U, V) a quelle (α, M) si possono usare le seguenti formule:
dove α0 = 180° se U > 0, zero altrimenti.
Per passare dalle coordinate (α, M) a quelle (U, V) si possono, invece, usare le seguenti formule:
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